Il granchio

I granchi in generale sono dotati di un robusto carapace e di due potenti chele.

Si muovono dunque con quattro paia di arti, mentre per difendersi e cibarsi utilizzano le chele.

L’addome è ripiegato verticalmente ed è quindi nascosto: questo che vediamo in una delle foto che vi allego è di colore rossiccio, che va verso il marrone.

Può misurare fino a 30 centimetri e raggiungere i 3 kg di peso: si tratta di un predatore notturno che si trova nelle coste di tutta l’Europa.

Le sue caratteristiche principali? Polpa saporita e spessa!

Questo tipo di granchio io lo preferisco di solito con la pasta, magari accoppiandolo ad altri crostacei.

Come cucinare un granchio?

Innanzitutto mettiamo sul fuoco una pentola con acqua leggermente salata. Facciamo bollire il granchio per 5 minuti. A questo punto, con una schiuma Roland, togliamo le impurità dall’acqua e, con l’aiuto di un coltellino, dividiamo la parte superiore da quella inferiore eliminando le branchie mollicce e la sacca dello stomaco.

Arrivati a questo punto io personalmente lo divido a pezzi con delle grandi forbici e le inserisco quasi sempre nel sugo di pomodorino fresco, fatto precedentemente.

Faccio cuocere per ancora 5 minuti e uso l’acqua di cottura dello stesso granchio per la pasta.

Una seconda opzione, dedicata a chi non ama sgranocchiare, è di separare la polpa tenera e cremosa da tutta la carcassa, comprese le chele e di mettere tutto il composto direttamente nel sugo.

A questo punto scoliamo la pasta e ultimiamo gli ultimi  secondi di cottura direttamente nel sughetto.

Impiattare caldo e fumante e non dimenticarsi mai una spolverata di peperoncino!