Vincenzo Di Fiore festeggia 10 anni di 2 Spicchi Gambero Rosso

Un racconto di pizza identitaria tra Acerra e Pomigliano, tra memoria, tradizione e forno a legna

Sono stata a Pomigliano d’Arco per un evento di Vincenzo Di Fiore che ha scelto di festeggiare i suoi 10 anni di 2 Spicchi Gambero Rosso proprio qui, nel suo nuovo locale di via Gandhi, portando con sé tutta l’identità acerrana che lo accompagna da sempre.

Da foodblogger, e da osservatrice curiosa del mondo pizza, ho percepito subito che non si trattava di un’operazione celebrativa, ma di un passaggio naturale: Acerra e Pomigliano che dialogano, unite dalla stessa idea di impasto leggero, rispetto della materia prima e memoria gastronomica.

Vincenzo Di Fiore è uno di quei pizzaioli che non rincorrono le mode. Dal 2009, con Bella Napoli ad Acerra, ha costruito un percorso fatto di riconoscimenti importanti ma soprattutto di radicamento territoriale, valorizzando prodotti locali e tradizioni spesso dimenticate. Non a caso il Gambero Rosso lo inserisce in guida già nel 2014 e dal 2016 gli assegna stabilmente i 2 Spicchi.

Durante l’evento ho ritrovato due simboli forti del suo racconto:
– l’Arancino Pulcinella, nato nel 2018 e dedicato alla maschera partenopea che proprio ad Acerra affonda le sue origini, realizzato con i fagioli cannellini “dente di morto”;
– e la lampiàta, la pizza della memoria, quella che sa di cortili, di forni di famiglia e di legna consumata lentamente. Una pizza che non si spiega, si ascolta.

La lampiàta di Vincenzo Di Fiore non è nostalgia fine a se stessa, ma un gesto consapevole: riportare nel presente una cottura antica, fatta di tempo, attesa e profumo di forno. Croccante, intensa, conviviale. Proprio come una volta.

Questo evento, curato dalla giornalista enogastronomica Laura Gambacorta, è stato un racconto sottovoce, senza clamore, ma con una direzione chiara: la pizza come identità, non come spettacolo.

E forse è proprio questo che mi porto a casa da Pomigliano: la conferma che, quando la pizza nasce da una storia vera, non ha bisogno di essere urlata.

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